"Il gigante cieco" di Carlo Cassola. Salvarsi dalla catastrofe


Suddiviso in due parti, il saggio del 1976 di Carlo Cassola è una raccolta di riflessioni sul destino della società. Risuona con urgenza profetica l'appello ad occuparsi della questione ecologica per salvare l'umanità da un destino catastrofico.


- Non sono molte le voci della cultura ufficiale in grado di cogliere l'ambiguità e la complessità dell'umano, diviso tra gesti all'apparenza innocui, ordinari o addirittura ammirevoli, e azioni spregiudicate e crudeli. Il saggio di Cassola si apre inquadrando bene la questione: non si comprende il destino dell'Occidente senza intendere la sua ombra nascosta. Non esiste il dottor Jekyll senza il signor Hyde.


- Così, le intenzioni dei potenti spesso nascondono un secondo fine, dettato da sete di potere, avidità, egoismo. Gli effetti non tardano a manifestarsi, ed ecco che la cultura avanzata del Novecento, che progredisce nella scienza e nella tecnica, al tempo stesso conduce l'umanità a un passo dalla terza guerra mondiale e - minaccia sempre più incombente - dal disastro ecologico.


- Cassola auspica un connubio tra 'potere' e 'intelligenza'. Oggi, dopo aver fatto ingresso in un orizzonte tecnocratico, possiamo aggiungere che l'"intelligenza" dei potenti non può coincidere con il sapere degli esperti, ma con una ragione profondamente umana, e una consapevolezza risvegliata.


- Il saggio dell'autore del famoso romanzo La ragazza di Bube (1960) si apre alla speranza di una "internazionale" di stampo comunista, in grado di affratellare gli uomini e le donne al di là delle divisioni tra Stati. Oggi, però, sarebbe auspicabile che le persone riscoprissero di essere davvero intimamente e spiritualmente unite, in quanto nessuna organizzazione esterna, di per sé, potrà guidare l'umanità verso la propria salvezza.


Libro: C. Cassola, Il gigante cieco, minimum fax, Roma 2021, 161 pp.

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